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UN  PONTE TRA  I   CUORI
 
Manca un ponte tra i cuori,
fra i cuori  degli uomini lontani,
fra i cuori degli uomini vicini,
fra i cuori delle genti,
che vivono sui monti e sui piani
di tutti i continenti.
Se questo ponte ci fosse,
gli uomini si scambierebbero
I segreti, i motivi lieti,
il sorriso e il perdono.
Dovrebbero l'uno all'altro,
come per un incanto,
la confidenza della pena
e tornerebbe serena
la fronte dopo il pianto.
Eppure l'uomo non sa innalzare
questa passerella d'amore,
manca lo slancio al cuore.
Aiutalo tu, fanciullo,
costruisci con le tue mani,
senza travi,
questo grande lavoro,
questo ponte d'oro,
in un mare di luce,
questo ponte che conduce
da Oriente ad Occidente
e da Occidente ad Oriente
una sola gente.

ALBARET

     






































L’IMPORTANTE E’ SEMINARE
        

Semina, semina. 

L’importante è seminare.

Poco, molto, tutto.

Il grano della speranza.

Semina il tuo sorriso,

Perché risplenda intorno a te.

Semina le tue energie,

per affrontare le battaglie della vita.

Semina il tuo coraggio,

per risollevare quello altrui.

Semina il tuo entusiasmo,

la tua fede, il tuo Amore.

Semina le più piccole cose,

i nonnulla.

Semina e abbi fiducia.

Ogni chicco arricchirà

il più piccolo angolo della terra. 

    














L’uomo è irragionevole, 

illogico, egocentrico

             NON IMPORTA,

AMALO

Se fai il bene, ti attribuiranno

secondi fini egoistici

         

         NON IMPORTA, 

FA’ IL BENE

Se realizzi i tuoi obiettivi,

troverai falsi amici e veri nemici

         NON IMPORTA,

REALIZZALI

       Il bene che fai verrà 

domani dimenticato

         NON IMPORTA,

 FA’ IL BENE

L’onestà e la sincerità

ti rendono vulnerabile

     NON IMPORTA, 

SII 

FRANCO ED ONESTO

Ciò che per anni hai costruito

può essere distrutto in un attimo

       NON IMPORTA, 

COSTRUISCI

Se aiuti la gente, se ne risentirà

        NON IMPORTA,

AIUTALA

Dà al mondo il meglio di te,

e ti prenderanno a calci

        NON IMPORTA, 

DA IL MEGLIO DI TE.

 da una scritta sul muro 

a Shishu Bhavan

la casa dei bambini 

di Calcutta

 fondata da

Madre Teresa


Il sostegno a distanza

 è un atto di solidarietà

 . Consiste nell’impegno

morale di inviare

 un contributo economico

 stabile e continuativo

 
a minori, adulti, famiglie

 e comunità ben identificate,

 in condizioni di necessità,

 per  offrire loro

 la possibilità

di migliorare

le proprie condizioni

 di vita

 nell’ambiente

 sociale e culturale

 in cui vivono.

 

 

GLI AIUTI NEL MONDO
Africa


RWANDA
BURUNDI
CAMERUN
TANZANIA
SENEGAL
UGANDA





Rwanda
La nostra presenza in Rwanda, si manifesta con la collaborazione, dal 2003, con l’Associazione “Giuliano n’abana”, nata per continuare il progetto di Giuliano Berizzi, missionario laico di Nese Alzano Lombardo, che ha amato immensamente questo Paese, tanto da rimetterci la vita.
In questi anni abbiamo contribuito agli studi di alcuni ragazzi:

  • Munyaneza Hamduni nato nel 1982, orfano di padre e di madre, che ormai ha completato l’istruzione presso il centro giovanile di Gatenga, frequentando con profitto l’ultimo anno della scuola professionale. Ora si è ricongiunto ad un familiare ed è in grado di autosostenersi.
  • Gakuba Adrieu, nato nel 1992 a Kigali, frequentava la 5° elementare, sogna di diventare medico chirurgo. Ha terminato gli studi con una votazione più che sufficiente ed è stato riavvicinato ad alcuni famigliari. Grazie all’aiuto ricevuto in questi anni ha potuto trovare una buona occupazione.
  • Manirankund Claude,  nato nel 1987 è arrivato al Centro, raccolto dalla strada, e aveva una situazione famigliare difficile. Appena arrivato si è iscritto alla prima classe  del biennio di scuola professionale per imparare il mestiere di saldatore e ora dopo alcuni anni di apprendistato ha trovato lavoro e vive in modo autonomo.
  • Ntwari Egide nato nel 1990, ha frequentato la scuola professionale per elettricisti. Anche lui, come Claude, ha vissuto una situazione difficile,  ragazzo di strada orfano di padre.
  • Bazimaziki Remy,  nato nel 1993 è già da qualche tempo al Centro, ha frequentato la scuola di formazione per costruzione, simile al nostro Geometra 
  • Uwiremeye Stivenie, nato nel 2002, arrivato al centro nel 2011 per frequentare la scuola. La situazione famigliare di Stivenie è molto triste poiché la mamma è morta di AIDS poco dopo la sua nascita.
  • Nkurunziza Eric, nato nel 1992 , arrivato al centro nel 2011 per terminare gli studi tecnici, la famiglia è molto povera con altri cinque figli, non poteva provvedere alla sua istruzione. 
Dall’associazione ci hanno comunicato che non verranno più fatte adozioni nominative, perché in Rwanda la povertà aumenta in modo significativo di giorno in giorno, sia a causa della crisi che tutti stiamo vivendo, che rende ancor più poveri i poverissimi del mondo, sia per le continue guerre civili che rendono difficile l’inserimento dei ragazzi nel mondo del lavoro e nella società.
Di qui la decisone di continuare ad aiutarli anche dopo la fine del percorso scolastico, specialmente i più poveri e disadattati.
L’associazione “Giuliano n’abana” ci segnala inoltre che è stato inaugurato un asilo ora quasi completamente funzionante e ha già preso forma l’idea di riattivare e prolungare due nuovi acquedotti a Bulimbi, zona molto povera e rurale del Rwanda.
Fino ad oggi infatti, per reperire acqua, i bambini prima di andare a scuola e le donne devono alzarsi all’alba, fare diversi chilometri, tornare con taniche d’acqua non potabile, portate sulla testa, con l’aggravante che quest’acqua non potabile causa il diffondersi di numerose malattie intestinali, quali la tenia e la dissenteria. L’attivazione di due acquedotti diventa quindi un’opera di primaria necessità. E’ il caso di dire che il seme gettato da Giuliano sta dando i suoi buoni frutti, ed è compito anche nostro fare in modo che continui a produrre in modo sempre più copioso.


Burundi
La storia del Burundi è, come per molti Stati Africani, insanguinata da colpi di Stato e guerre.
La più sanguinosa degli ultimi anni è stata quella del 1993 scoppiata per la rivalità etnica tra le fazioni tribali Hutu e Tutsi, un genocidio etnico.
Una storia che accomuna questo Stato con molti Stati della regione; un destino sanguinoso di cui l’occidente non si può certo dire estraneo. Colonialismo prima, interessi economici poi, hanno spesso portato gli Stati occidentali a chiudere colpevolmente gli occhi su quanto stava accadendo. 
Tramite volontari che si recano regolarmente in Burundi, l’associazione “Museke” di Brescia, abbiamo conosciuto e siamo in contatto con Suor Cécilie Miburo, di origini Burundesi, che gestisce un centro accoglienza per bambini orfani a Mutwenzi vicino a Gitega inaugurato nel 2003:“Casa di Nazareth”.
Il centro è gestito dalle suore di Nazareth coadiuvate da alcune suore della congregazione Bene Mariya. Lo scopo è dare ospitalità e favorire la crescita di questi bambini in un ambiente sereno e protetto, almeno fino al sesto anno di età, dopo il quale si cerca di reinserirli presso parenti o una famiglia adottiva.
L’orfanotrofio è stato ampliato nel 2009 e accoglie oggi circa 75 bambini.   In questi ultimi anni, abbiamo il piacere di incontrare, suor Cécilie che per motivi personali arriva in Italia, siamo felici di poter consegnare direttamente a lei il nostro contributo economico, che suor Cécilie  dice essere assai prezioso in una terra dove regna sovrana la povertà assoluta.


Camerun

Abbiamo conosciuto la missione delle Maestre Pie Venerini di Roma, in Cameroun dal 1987,  tramite volontari che annualmente si recavano a Ebolowa.
Suor Maria Josè, di origini Brasiliane, appartenente alla congregazione della Maestre Pie Venerini di Roma, dal 1988 segue con molta dedizione il lebbrosario di Ebolowa.
Il lebbrosario di Ebolowa è nato intorno al 1913, ma nel corso degli anni ha conosciuto molti cambiamenti, suor Maria Josè si occupa anche dei malati di altri due lebbrosari: Nkoessonbo e Nkongomrlene, di cui è responsabile.La lebbra è stata sconfitta, ma rimangono le conseguenze, specialmente gli anziani hanno ancora bisogno di cure.I ragazzi attualmente presenti e ospiti dei lebbrosari, per frequentare la scuola, ogni giorno percorrono diversi chilometri a piedi. Il pomeriggio, al ritorno, mangiano quel poco che trovano e si accontentano della umile vita del villaggio del lebbrosario.
Hanno un gran desiderio di riscatto, la voglia di cambiare e di trasmettere tale desiderio di cambiamento anche alla gente con cui vivono.
Sono giovani validi, capaci, con buone capacità di studio, testimoniate dai buoni esiti alla fine dell’anno scolastico, hanno una forte determinazione, che però troppo spesso si infrange contro l’impossibilità economica di proseguire gli studi.Annualmente,  inviamo il nostro aiuto economico tramite bonifico bancario, direttamente sul conto delle missionarie a Ebolowa, per aiutare suor Maria Josè e suor Maria nelle difficoltà quotidiane tra gente estremamente povera e bisognosa di cure.Suor Maria Testa, di origini Italiane, è responsabile di una casa accoglienza per ragazze  e di una scuola materna che ospita più di 150 bambini.
Suor Maria aiuta queste ragazze, spesso ragazze-madri, ad imparare l’arte del cucito e del ricamo, insegna a tingere le stoffe e cerca di dare una speranza di vita migliore a loro e ai loro bambini .

Tanzania
Abbiamo voluto contribuire con un versamento di € 500,00 annui, all’iniziativa della dott.ssa Paola Rocca di Bergamo, che è impegnata nella lotta contro l’AIDS, in Tanzania dove ha fondato la casa per bambini orfani, inaugurata nell’agosto 2012, a Dodoma, capitale della Tanzania
Il suo impegno è quello di negativizzare in questi bimbi il virus dell’HIV.
E’ stata inoltre inaugurata, sempre nel villaggio della speranza di Dodoma, la casa per anziani dove è sempre presente il contributo lavorativo della dott.ssa Rocca.La casa è stata dedicata e Doris, la più giovane ospite persa dalla comunità per i malati di Aids fondata dalla dott.ssa Rocca,  una ragazza nigeriana con una storia di violenze e maltrattamenti, morta ventenne, che in Paola aveva trovato una seconda mamma


Senegal
In Senegal abbiamo collaborato con Licia e Mandir per la realizzazione del progetto “LIBASSE NIANG”  che è consistito nella costruzione di una scuola a Malika vicino a Dakar.  La scuola, aperta ormai da alcuni anni, ospita circa 400 bambini dai tre ai tredici anni, per il ciclo scolastico che va dalla scuola materna a quella professionale. 
Abbiamo organizzato il carico di alcuni containers con arredamento scolastico usato, recuperandolo presso le amministrazioni comunali locali. Abbiamo inoltre inviato aiuti economici per aiutare i ragazzi in difficoltà a proseguire gli studi.


Uganda
L’Uganda è uno stato dell’Africa Orientale che conta una popolazione di circa 30 milioni di abitanti e come la maggior parte degli stati africani è estremamente povera.
L’economia versa in condizioni precarie e il sistema dei servizi, dell’istruzione e della sanità presentano problematiche di non facile soluzione. Il nostro contributo in Uganda viene dato in tre modi diversi:
Da diversi anni  mandiamo  un contributo di € 500 annui a Kitgum, dove c’è una missione di suore comboniane.
Ci fanno sapere, tramite suor Maria, che questi soldi vengono destinati ai bambini orfani ed ammalati. Al momento hanno iscrizioni per 500 bambini alle elementari e una quarantina alle medie. Tutti questi bimbi, proprio perché orfani o ammalati, sarebbero lasciati soli a sé stessi oppure forzati a svolgere i lavori più umili.
Dietro ciascuno di questi bambini, ci fa sapere suor Maria, c’è una storia di dolore e di soprusi. Ospitarli in una scuola vuol dire quindi toglierli dalla strada e far ritrovare loro la gioia e la serenità di vivere. 
Un contributo di € 1.000,00 annui viene portato direttamente da un nostro volontario, Oliviero, a Matany, dove ogni anno trascorre più di un mese della sua vita, come volontario. Questo nostro contributo è stato utile per acquistare: sedie per disabili, latte in polvere, farmaci ecc.., suor Rosaria Marrone che ha ricevuto un contributo da Oliviero ci ha scritto di aver realizzato un progetto di lavoro per due donne acquistando galline e organizzando così un allevamento per la produzione delle uova. Suor Roma Tecle, responsabile del centro sanitario Kanawat di Kotido a Kampala, ha invece potuto acquistare medicinali per i suoi tantissimi ammalati.
Infine annualmente viene erogato un contributo di € 500,00, alla missione di Padre Luigi Sala che svolge la sua opera ad Angal nel nord dell’Uganda da più di cinquant’anni. Anche qui regna sovrana la povertà e la malattia. Ci dice padre Luigi che il loro ospedale ospita in media 220 bambini colpiti dalla malaria e dalla malnutrizione e quattro medici sono costantemente impegnati nel cercare di salvare questi piccoli e le loro mamme.
americhe



peru'
Brasile
equador
haiti


Perù
 Il nostro impegno in Perù si concretizza nell’adozione a distanza di bambini che si trovano in condizioni particolarmente difficili e che vivono a Huaycan, dove opera una missione di Padri Monfortani.
Dal 1997 la nostra associazione cerca di dare una mano almeno per sopperire alle carenze di carattere economico, inviando una volta l’anno una somma che viene distribuita mensilmente a questi bimbi, dopo aver verificato che le loro famiglie utilizzino con diligenza quanto ricevuto.
In questi anni abbiamo aiutato, adottandoli a distanza numerosi bimbi e tra gli altri ricordiamo con affetto:
Attualmente i nostri cuccioli in Perù sono due:
Fengie
jeremy

Fengie Raquel Barrios Mendoza: nata l’8 dicembre 2010


Fengie è una bambina molto responsabile e graziosa, le piace molto frequentare l’asilo, ama dipingere e colorare. Vive con la mamma il papà e un fratellino, la mamma lavora saltuariamente e il padre dopo essere stato in carcere ha iniziato a drogarsi, la situazione rende la bambina molto nervosa e a volte tratta male i coetanei. Ha bisogno di aiuto per una alimentazione equilibrata e per le spese scolastiche



Jeremy Gonzalo: nato il 26 agosto 2007


Jeremy soffre di autismo ed è nato da una violenza subita dalla madre. Frequenta una scuola specifica che lo possa aiutare nelle sue problematiche. Il fratello Esthefany di 9 anni, non è stato riconosciuto dal padre. Come se non bastasse la mamma di questi bimbi, signora Elisabeth, vive col fratello che ha problemi di alcolismo, in una zona  ad alto rischio di violenza.
Si guadagna da vivere sbucciando verdure.


Brasile
Questa è una storia bellissima!
Il 30 luglio 1974 nasce a Sarnico –BG– Marco Roberto Bertoli, sin da piccolo scopre di avere il desiderio di abbandonare tutto e tutti per dedicarsi anima e corpo ad un progetto lodevole: accogliere bambini che provengono dalla strada e insegnare loro a leggere, scrivere, far di conto….. offrire loro un pasto caldo ed un tetto, garantire una formazione professionale per camminare poi con le proprie gambe, far conoscere una vita dignitosa e soprattutto donare un sorriso, una carezza e un po’ d’amore.
E’ così che a dicembre del 1995 Marco parte per il Brasile al seguito di padre Luigi Rebuffini, missionario bresciano, che ha speso la propria vita per la povertà brasiliana.
Nel 1998, dopo alcuni anni trascorsi a conoscere la realtà del Paese che lo stava ospitando, capisce che è giunta l’ora anche per lui di costruire qualcosa.
Dopo i primi tentativi, sempre ostacolato dai poteri forti locali, finalmente nel settembre del 2000 Marco riesce ad acquistare a Barbacena, 320 ettari di terreno, dove nell’arco di quindici mesi verrà realizzata la “Città dei ragazzi che ospita stabilmente 120 ragazzi che vivono in comunità, mentre altri 300 circa frequentano le scuole, i corsi, le attività varie e tornano a casa la sera.
Nella grande famiglia di Marco è entrata a far parte anche Eliete, una dentista di Barbacena, prima come volontaria nella missione, poi come moglie ha dato a Marco un figlio meraviglioso.  
Và da se che Marco ha bisogno di tanto aiuto, anche a livello economico, dal 2003 in collaborazione con l’Associazione  Il padre pellegrino” nata per sostenere Marco, la nostra associazione invia annualmente la quota di adozione per sei ragazzi .       
Questo sostegno ha comportato tra l’altro l’adozione di:
  • Fernando Reis da Silva : nato il 25 Marzo 1991  
  • Marcus Vinicius da Silva : nato il 3 Agosto 1990
  • Karolaine Martins Marcal : nata il 24 Aprile 1997
  • Kelly Aparecida de Souza : nata il 19 Ottobre 1997
  • Leandro dos Santos Reis : nato il 4 Gennaio 1991
  • Agnaldo Antonio Da Silva Filho : nato il 24 Ottobre 2002
  • Livia Ferreira Nunes da Silva : nata il 12 Agosto 2004
  • Bruno Valeriano Ferreira : nato il 23 Marzo 1997
  • Natalia Mara Lopes Silva : nata il 6 Marzo 1996
  • Julio Cesar Geremias de Carvalho : nato il 7 Novembre 1998
Attualmente il nostro sostegno è destinato a:

Arianny Adriano de Olivera: nata l’11 marzo 2011
la sua famiglia è molto povera e spesso viene aiutata da persone caritatevoli. Arianny è intelligente, ama giocare con le bambole. La bambina è esterna.

Nayara de Paula Barbosa: nata il 6 febbraio 2006
la sua famiglia è numerosa e molto povera.
Suo padre è più presente della madre nell’educazione dei figli, cosa molto rara in Brasile.
Nayara ha due fratelli in missione: Guilherme e Vinicius, Nayara ama molto giocare a bambole, è dolce e carina.

Kaua Vitor de Paula: nato il 14 aprile 2006
si trova in missione col fratello Ryan di tre anni più piccolo. La mamma non sa chi sia il padre e non ha una casa per accogliere i figli, così durante le ferie vengono ospitati da alcuni volontari della missione.
Kaua è un bambino timido e molto triste a cui piace molto pescare e nuotare: il bambino è interno.

Irineu Dos Santos Miguel: nato il 9 maggio 2001
la sua famiglia è molto numerosa, sua madre ha gravi problemi di salute e non riesce ad accudirlo, ha anche un fratello coinvolto nel traffico di droga
Irineu è serio, un po’ timido, partecipa a tutte le attività del San Michele e ama molto nuotare.

Brener Junio Murad dos Reis : nato il 10 aprile 2007
è fratello di Bruno anche lui ospite al san Michele.
La famiglia è molto povera, riesce con difficoltà a soddisfare i bisogni essenziali e i bambini arrivano a scuola sempre con molta fame. La madre sembra avere problemi mentali.  Brener è molto intelligente, ma ha un temperamento difficile, ama le cose fatte a modo suo. E’ molto bisognoso di affetto

Gabriela Hespanhol Vieira: nata il 14 agosto 2007
è ospitata al  San Michele insieme alla sorella Eduarda. Purtroppo suo padre sta scontando una pena in carcere per uso di droga e furto, mentre la madre è molto giovane e non lavora. Gabriela è molto attenta alla sorella che piange spesso senza motivo apparente, la protegge e la consola. È’ molto dolce e affettuosa ama giocare con le bambole ed è serena.


Equador     
Il 12 aprile 1986 tre insegnanti appartenenti alla famiglia religiosa delle “Piccole apostole della scuola cristiana” di Bergamo, tra cui Letizia Tironi di Alzano Lombardo -BG-, partono da Bergamo per Esmeraldas, un agglomerato di “barrios” (quartieri) sulla costa del Pacifico, in Equador.
Le “Misionares” si integrano subito nel contesto locale. Si occupano di scuola dalla materna alle medie, coordinano gruppi di catechismo e di famiglie, animano la vita delle parrocchie, assistono ammalati e carcerati in una presenza pastorale a 360 gradi, dalla parte dei più poveri, per promuovere vangelo e cultura.
Tanto è stato fatto in questa terra, tanto rimane ancora da fare. Per questo che dal 2003 ci siamo impegnati a inviare a queste missionarie un’offerta annuale, destinata inizialmente ad adozioni a distanza per accompagnare alcuni ragazzi nei loro studi, visto le difficoltà economiche delle famiglie.
  • Cristian, Jerison e Yimena Caicedo Arroyo,
  • Genesis Quinones,
  • Veliz Palma Milena  e Juan Fernando Vivas,
  • Palma Preciado Amayra
Ora le missionarie ci hanno comunicato che hanno lasciato
Esmeraldas, ormai trasformata e dotata di belle scuole, per trasferirsi in una nuova missione a PUNIN in provincia di Riobamba, sempre in Equador.
La popolazione è indigena ed è distribuita in 23 comunità, collocate a varia distanza l’una dall’altra e dal centro della città dove la missione è stata ricavata da un vecchio ospedale da campo.  PUNIN si trova ai piedi del vulcano Chimborazo la cui cima è sempre innevata a circa 3000 metri.
La scolarizzazione degli abitanti è piuttosto limitata anche per le grandi distanza delle comunità dal centro.
Le missionarie ci hanno quindi comunicato che, anziché sostenere con i contributi che ricevono dalle varie associazioni, alcuni bambini in modo specifico, questi contributi vengono utilizzati per sostenere progetti in favore delle comunità, povere, e senza mezzi, oltre che naturalmente sostenere tutti quei ragazzi che ne hanno bisogno.
Verrà meno per noi il piacere di sapere quali sono i bimbi che hanno usufruito del nostro aiuto, ma siamo certi che quanto verrà devoluto dalla nostra associazione sarà utilizzato nel migliore dei modi da queste missionarie che stanno spendendo la loro vita in Equador.
HAITI
12 gennaio 2010 ad Haiti ha inizio la devastazione causata da un terremoto con scosse di magnitudo 7.0 e con epicentro a 15 chilometri dalla città di Port-au-Prince, capitale dello stato caraibico di Haiti.
Le persone colpite dal sisma risulterebbero essere state più di 4 milioni, mentre i morti accertati sono stati più di 220.000. Non potevamo rimanere insensibili a questa catastrofe naturale che ha colpito così tanta gente, per cui tramite l’interessamento di suor Letizia, nostra compaesana missionaria in Equador, siamo venuti a conoscenza che ad Haiti operano in prima linea, nella tragedia del terremoto, i missionari camilliani che tra le altre cose, gestiscono l’ospedale pediatrico “Saint Camille” a Port-au-prince.
Abbiamo quindi provveduto a versare in due riprese 3.000,00 euro a questi padri missionari, che pur essendo una cifra modesta, ci hanno ringraziato per aver contribuito a sostenere queste popolazioni colpite dal sisma.
Oggi il nostro aiuto ad Haiti si concretizza tramite due adozioni a distanza. I bimbi che abbiamo adottato, tramite i missionari camilliani  sono:

  • Cedieu Woodson nato il 30.10.2008, Cedieu è in buona salute, vive con i genitori, due sorelle e due fratelli. Il papà si guadagna da vivere offrendo passaggi a pagamento con il suo motorino, la mamma non lavora e, a seguito del terremoto, la famiglia vive in una tenda in quanto la casa è stata seriamente danneggiata.
  • Dolné Dieuvanie, nata il 30.9.2011, è l’ultima di 11 figli.Tutti vivono in casa coperta di lamiere nella zona più povera della città, vicino ad una discarica. La mamma, in cambio di cibo, lavora come lavandaia. La piccola Dieuvanie ha problemi di malnutrizione, infatti sta seguendo un programma di riabilitazione presso il centro nutrizionale dei missionari camilliani
Europa
ROMANIA

Il 29 agosto 2002, la congregazione Piccole serve del Sacro Cuore di Gesù, che ha diverse missioni sparse per il mondo, ne ha aperta una nel nord della Romania e precisamente a Buzau. In questa missione che si trova in una terra principalmente di religione Ortodossa, operano ormai da più di dieci anni Suor Laura e Suor Marie Rose, il cui compito  principale è quello di portare assistenza ai malati poveri e visitarli presso il loro domicilio.
Ci scrivono da Buzau che gli ammalati bisognosi di cure sono veramente tanti, sia giovani che anziani, e tutti mostrano una forte gratitudine nell’avere accanto una suora nel momento di sofferenza fisica, morale e spirituale. Con il contributo economico che la nostra associazione invia loro ogni anno, Suor Laura e Suor Marie Rose hanno potuto dare sostegno a tre persone in particolare:
  • A una bambina cerebrolesa che ha potuto migliorare le sue condizioni attraverso la chinetoterapia, la ginnastica e cure mediche appropriate
  • A un ragazzino orfano e adottato da una vicina di casa, anch’essa in disagiate condizioni, in attesa di un intervento per la sistemazione di una protesi alla gamba ·
  • A un ragazzo che da anni aspetta che qualcuno lo possa aiutare a sostenere un intervento alla gamba danneggiata da un incidente.  
Il nostro aiuto, ci scrivono le suore, ha riacceso le speranze non solo nei malati, ma anche alle loro famiglie.


Asia

THAILANDIA
INDONESIA




THAILANDIA
E’ da qualche anno che diamo il nostro contributo alla missione di Elisabetta Pelucchi in Thailandia, missione che si trova alla prima periferia di Bangkok ed è inserita in una parrocchia che ha una densità di popolazione di circa 600.000 unità per la maggior parte di religione buddista.
Le persone di religione cristiana sono soltanto 500. Il lavoro di Elisabetta e delle sue consorelle è soprattutto rivolto all’aiuto dei bambini disabili, che spesso sono orfani, e nel dare una mano a tante persone che vivono nelle baraccopoli.
Per questa gente, vedere delle missionarie che amano ed aiutano indistintamente chi ha bisogno, è una cosa del tutto inusuale, in quanto contraria alla loro religione buddhista che crede fortemente nel “Karma”, per cui chi fa bene riceve bene e chi fa male riceve male.
Per tale motivo un bimbo diversamente abile è qualcuno che sta scontando peccati fatti in vita precedente, e lo stesso la mamma che lo ha partorito. Una tale visione schiaccia la persona imponendole un ulteriore peso oltre quello che già sta portando, e la lascia nella solitudine perché stare lontano da lei è importante per non rischiare di precipitare nei suoi stessi errori. Le nostre missionarie, pur esaltando i lati positivi della religione buddhista, sono molto attente a far notare che tutti indistintamente sono nostri fratelli, al punto tale che esse hanno lasciato le loro famiglie per andare ad incontrare il Cristo in tutte le persone che più hanno bisogno d’aiuto, facendo quindi conoscere quello che è uno dei cardini del cristianesimo: ama il tuo prossimo come te stesso. Nello scritto che Elisabetta ci ha mandato, ci fa presente che la loro missione è possibile grazie alla preghiera e agli aiuti economici che provengono dall’Italia, oltre ad un abbandono totale nelle mani di Dio che le accompagna nel loro cammino.

INDONESIA

Siamo in contatto con padre Beppe Rebussi che gestisce, nella sua parrocchia di St.Petrus dan Paulus a Balikpapan Kaltim in Indonesia, una scuola frequentata da circa 800 allievi suddivisi nei tre livelli, elementari, medie e liceo.  
L’Indonesia è uno stato del sud-est asiatico composto da 17.508 isole e con una popolazione di più di 238milioni di abitanti, per la maggioranza di religione mussulmana.
E’ una terra per certi versi bellissima, dove si possono ammirare paesaggi, spiagge, mari incontaminati e dove per noi occidentali può rappresentare un lusso trascorrere una vacanza in strutture che si presentano lussuose e sofisticate.
Purtroppo accanto alla magnificenza di strutture turistiche e a zone dove esiste una grande ricchezza, esistono, e sono la maggioranza, interi villaggi densamente popolati, che vivono una povertà assoluta.  In uno di questi, Balikpapan, padre Beppe porta avanti la sua missione ormai da innumerevoli anni, di origini bergamasche padre Beppe è stato ordinato sacerdote nel 1966.Il contributo che annualmente diamo a padre Beppe viene utilizzato per aiutare economicamente ragazzi che altrimenti dovrebbero abbandonare gli studi.
Il lavoro da svolgere, ci dice nella lettera che ci ha scritto a Natale, è sempre più faticoso, anche perché ormai sono rimasti nell’isola solo tre missionari italiani e tutti e tre con un’età che supera i 70 anni, con forti problemi di salute che spesso vengono sottovalutati per dare maggior spazio all’aiuto di chi più ne ha bisogno.
Ci rende molto felici sapere che il nostro contributo è importante per gli studi di questi ragazzi, anche perché se aumenta l’istruzione e la cultura, aumenta anche di conseguenza la possibilità di combattere la povertà e la miseria di cui sono schiavi.




associazionesullatracciaonlus@gmail.com

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